LEGATO 1617

LA RICERCA STORICA 
FATTA NEL 1617

Il Legato Sancti Conradi del 9 agosto 1617

di Umberto Battini

Gli Anziani di Noto che governavano la città nel 1600 scrissero a Piacenza nel 1610 se fosse possibile fare delle ricerche storiche in archivio su San Corrado per sapere di più della sua vita ed anzi scrivono che già loro sapevano che fosse stato feudatario di Calendasco!
Scrissero tre lettere: una agli Anziani del Comune di Piacenza, una al Duca Farnese ed una al Vescovo di Piacenza.
Proprio il Vescovo di Piacenza mons. Claudio Rangoni fece compiere una ricerca che diede i suoi frutti e venne messa nero su bianco nell'occasione della scrittura del Legato di San Corrado.
Il documento notarile si conserva in due copie originali: una in Archivio di Stato a Piacenza ed una in Archivio Parrocchiale a Calendasco!
E' stato scritto dal Notaio e Cancelliere della Curia vescovile di Piacenza propria nel Palazzo del Vescovo il 9 agosto 1617. Il Notaio era Giovan Francesco De Parma.
Tra i Testimoni convenuti anche il Vescovo in persona che alla fine sottoscrive l'atto diplomatico notarile approvando e firmando.
Già nella prima pagina si dice che i Confalonieri furono per vari secoli feudatari di Calendasco paese della diocesi di Piacenza posto al di là del fiume Trebbia.
Alla pagina 12 si possono leggere tradotte dal latino, delle affermazioni inportantissime!
Cioè che San Corrado Confalonieri, che già era Patrono di Calendasco, nello stesso paese vi era nato fisicamente!
Quello che viene trascritto è la sintesi di una ricerca storica fatta a quel tempo, infatti viene messo nero su bianco tradotto dal latino che "dopo una ricerca sulla vita fisica su S. Corrado fatta fare" ut in eius vita publica tipis mandata videre est - si può con certezza dire che "San Corrado è nato fisicamente nello stesso luogo di Calendasco" in eodem loco iste Sanctus ut praefertur, vitam terrenam duxit cioè nello stesso paese di Calendasco - ut praefertur cioè come è accertato! ha avuto la sua origine terrena! 
E la parola "eodem" cioè "nello stesso luogo" viene tutta intorno puntinata per dare vigore a quanto affermato!
Nello stesso luogo "eodem" ove è Patrono (riferito a Calendasco) il Santo è anche nato, ha avuto l'origine terrena!
Un atto notarile fatto in curia vescovile di questo tipo non può in nessun modo essere messo in discussione.
Un qualsiasi storico serio mai si sognerebbe di negare quanto in una carta del genere viene scritto e affermato, proprio perchè è un documento ufficiale di Notaio e Cancelliere e fatto davanti a testimoni e allo stesso Vescovo di Piacenza che addirittura "loda, approva e firma" tutto!
E' un atto diplomatico notarile.
Si comprende quindi che fino al 1617 la dicitura che San Corrado era nato a Piacenza era solo fittizia, e proprio da Noto nel 1610 gli Anziani scrivono per chiedere più notizie certe e il Vescovo di Piacenza le fa fare e le mette nero su bianco per mano del Notaio e nello stesso palazzo vescovile! 
Se le cose fossero state diverse avrebbe evitato di scriverlo e maggiore importanza è il fatto che ad affermarlo è proprio l'Autorità religiosa cioè il Vescovo! 
A Calendasco San Corrado avevano appurato che era nato perchè avevano fatto indagini - ut in eius vita publica tipis mandata videre est!
Per dovere di serietà, di buona fede bisogna accettare senza dubbio alcuno quello che fu ricercato storicamente a quel tempo, e su espressa richiesta di Noto!
E da 400 anni ormai questo e scritto e affermato, la certezza storica che già avevamo nel piacentino era il convento dove si ritirò nel 1315 già nominato da storici antichissimi e altro dato inoppugnabile che Calendasco vanta sono ben 400 anni di Patronato, cioè è Protettore del paese e della gente di questo luogo.
La ricerca storica antica va rispettata ed accettata perchè da sempre è importante e soprattutto nel caso di San Corrado del quale a Noto della vita piacentina si conosceva quasi nulla e infatti scrivono nel 1610 per avere dati in più sul Santo e li ottengono dal Vescovo che accerta quanto detto!
La buona fede, l'apertura della mente e del cuore deve far accettare questo dato che non cambia niente dal punto di vista devozioale ma anzi arricchisce e aiuta la venerazione, e Calendasco vanta ancora una documentazione ricchissima di carte sui Confalonieri che furono feudatari per secoli del posto come testimonia anche il castello con il cassonato del soffitto ligneo del 1300 pitturato con lo stemma dei Confalonieri.
Chi fa ricerca storica seria non può in nessun modo mettere in discussione questo documento che è un atto pubblico fatto da un Notaio e Cancelliere di Curia di Piacenza e firmato dallo stesso Vescovo!
Anzi dobbiamo essere fieri che sia stato fatto questo lavoro di ricerca già nel 1617 su proposta arrivata direttamente da Noto e che per onore del vero va preso sul serio per rispetto del nostro Santo Patrono.
Piaccia o non piaccia un documento del genere non può essere criticato ne tacciato di essere falso per chiunque abbia buon senso e conoscenza del valore legale dei documenti!

Umberto Battini
studioso di San Corrado Confalonieri eremita francescano

   

Per approfondire

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